Sovranità limitata
18 AGO 20

E così scopriamo che la sovranità è limitata da un potere estraneo allostato nazione, globalizzato, trasversale e mediatico, che simula e sidissimula. Per Negri e Hardt si chiama “impero” e il suo dispositivo dicomando poggia su tre momenti distinti, riscontrabili anche nell’esecutivotecnico: quello inclusivo, che mette da parte le diversità non governabili,come quella fra berlusconiani e avversari, quello differenziale, chevalorizza le discrepanze non conflittuali, notevole al riguardo il richiamoall’equità sociale, e quello dell’amministrazione, che le gerarchizza egestisce, nello specifico nel quadro d’una politica di riduzione deldebito e, speriamo, stimolo alla crescita. E’ un potere fluido edistribuito ma può compattarsi attorno a un interesse specifico, comel’esigenza d’impedire che la crisi del debito provochi una recessionemondiale. Chi è al governo non può scordarlo e deve fare attenzione airapporti coi poteri ritenuti ostili, come quelli russo e cinese, curare irapporti con le banche internazionali, non disdegnare la retorica della paceglobale; non per ipocrisia ma per tutelare l’interesse nazionale.D’altra parte questo Moloch, che in fondo ci è amico e può mobilitare lerisorse finanziarie che ci servono, nasce in democrazia e non siallontanerà troppo dalle sue regole, appellandosi infine al principio dellasovranità nazionale. E’ per allora, per le elezioni del 2013, che occorreessere pronti, perchè, richiamando un filosofo matto e geniale, “noiimmoralisti siamo oggi l’unica potenza che non abbia bisogno di alleatiper vincere: siamo quindi di gran lunga i più forti tra i forti. Nonabbiamo neanche bisogno della menzogna: quale altra potenza potrebbe farne a meno?”. Ovviamente “immoralisti” non significa qui privi di morale,tutt’altro, ma liberi da costrizioni ideologiche lontane dalla realtà.